SOS iperdesign: alla scoperta di Twitter


Twitter, questo sconosciuto

Sebbene Twitter non sia anagraficamente parlando l’ultimo social network apparso nel mondo del digitale, ci sono tantissime persone che non sanno come utilizzarlo. Non parliamo solo delle nonne moderne 3.0, che spesso tengono testa anche al nerd più tecnologico, parliamo di tanti utilizzatori di app e mobile che non riescono a trovare il loro twitter spazio.

Dimenticate quello che sapete su Facebook, il primo grande errore è quello di pensare ad un’estensione del social creato da Zuckerberg, dimenticate immagini che viaggiano da sole e conquistano i like, dimenticate proprio i like, preparate carta, penna e smartphone e prendete appunti.

Twitter è microblogging, una forma di pubblicazione costante di piccoli contenuti in rete, sotto forma di messaggi di testo, immagini, audio MP3, video, segnalibri, citazioni, appunti. Contenuti pubblicati in un servizio di rete sociale, visibile a tutti o a quelli della propria comunità. Twitter lo è dal 2006 (fonte Wikipedia).

Sfatiamo il mito del “bello ma non balla”, seguite qualche nostro consiglio e diventerete dei veri twitter addict!

Primo passo: impariamo la terminologia

Come abbiamo accennato, Twitter è una piattaforma del tutto differente da altri social network che siamo abituati ad utilizzare quotidianamente. Non si basa su fattori visivi come pinterest oppure instagram, non ci fa conoscere o ritrovare amici come Facebook e non riguarda unicamente questioni professionali come LinkedIn. Twitter è semplicemente Twitter. E fidatevi, è tutto fuorché scontato. Per questo motivo, dobbiamo dare a Twitter quel che è di Twitter e definire nello specifico termini e concetti caratterizzanti.

  • I Tweet. Il corrispondente in italiano di “cinguettio” non è altro che il nostro messaggio. Rispetto ad altri social network, su Twitter possiamo scrivere solo messaggi da 140 caratteri. All’interno di ogni tweet possiamo includere, oltre al testo, link, immagini e video (la loro estensione confluirà nel conteggio dei caratteri sì). Solitamente il nostro messaggio dovrebbe contenere almeno un hashtag (ne parleremo tra qualche momento) e magari il tag verso altri utenti qualora stessimo avendo una conversazione. Ma andiamo per gradi.
  • Il feed. Una volta che scriveremo i nostri messaggi, essi confluiranno nel flusso dei vari tweet della homepage. Avete presente la bacheca di Facebook? Beh il feed è la timeline di Twitter, dove visualizzare oltre a quello che abbiamo inviato noi, gli aggiornamenti di tutti gli utenti che seguiamo. All’inizio si trovavano i tweet in ordine cronologico, dal più recente per intenderci e si scorreva per cercare quelli inviati prima. Attualmente Twitter ha cambiato un po’ le cose, troviamo più facilmente quelli che hanno avuto più interazioni e quelle dei nostri utenti preferiti (“mentre non c’eri).
  • I soggetti coinvolti. Abbiamo parlato di messaggi e della homepage dove li possiamo trovare, ora dobbiamo introdurre gli attori coinvolti nelle interazioni su twitter, follower e following. Per chi non è proprio pratico dell’inglese, questi due termini non sono proprio distinti. Capita anche a noi di doverci fermare un attimo ed elaborare bene, “lo seguo o mi segue?”. Cerchiamo di fare più chiarezza.
    - Con il termine following si intendono tutti gli utenti che noi decidiamo di seguire. Possono essere amici, celebrità, brand, chiunque abbia un account su
    twitter.
    - Se diciamo invece follower, parliamo di tutti gli utenti che ci seguono, una sorta di fan, più o meno. E diciamo questo perché Twitter non è Facebook, e solitamente
    dovremmo seguire le persone non tanto perché ci piace il marchio quanto perché ci dà informazioni e contenuti utili, di qualità, con cui interagire o confrontarci. Non è detto
    che il following e i follower debbano corrispondere. Io posso seguire un grande attore, ma egli può decidere di non farlo. Al follow non segue altro follow, almeno non per
    forza. In molti caso questo avviene, ma ne parleremo in un altro post. Continuiamo con il nostro iper-glossario.
  • Gli Hashtag. Twitter è il regno degli #. Sugli hashtag potremmo aprire forum su forum riguardo il loro utilizzo e la quantità consentita in un singolo tweet. Non scherziamo. Gioia e dolore di questo social network, il loro abuso è il vero problema. Se volessimo dare una definizione, gli hashtag sono una sorta di etichetta che indica l’argomento o l’oggetto di cui si parla. La struttura è semplice: cancelletto (#) e parola/frase senza spazio (e possibilmente non troppo lunga, ricordatevi dei 140 caratteri). L’importanza degli hashtag risiede anche nel fatto che, una volta scritti, cliccandoci sopra potremo fare una vera e propria ricerca per tematica, visualizzare, quindi, tutti i tweet che hanno parlano di quell’argomento. Per questo motivo è consigliato (se non obbligatorio) un utilizzo sano e coscienzioso di queste etichette, che hanno senso e modo di essere solo se usate con la testa.
  • I trending topic.Tanti messaggi contenenti lo stesso hashtag vanno a creare gli argomenti di tendenza, meglio conosciuti come trending topic. Sono le tendenze del social, che trovi nella terza colonna di sinistra, che puoi scegliere in base al paese che più ti interessa oppure in base ai tuoi interessi, e ti fanno capire di cosa parla la rete. Per entrare nei TT (trending topic) la quantità di tweet deve essere bella corposa ovviamente, e solitamente a che fare con eventi importanti che avvengono in tempo reale.
  • Le menzioni. All’interno del nostro tweet, oltre agli hashtag, possiamo aggiungere con la cara @, già vista e utilizzata su facebook, utenti con cui interagire, conversare o semplicemente menzionare. Capita per esempio di trovare link interessanti e volerli condividere su twitter volendone citare l’autore, e la mention ti permette di farlo.
  • I messaggi diretti(DM). Se vogliamo parlare in privato con un utente, il messaggio diretto ci viene in soccorso. Non è la funzione più amata dai tweeter, molto meno pratica delle chat di Facebook o Whatsapp, ma c’è e molti la usano per lasciare un messaggio di feedback verso un nuovo follower (cosa buona e giusta). Come farlo? Poi ne riparleremo, intanto date un’occhiata a JustUnfollow.
  • I Retweet (RT). Quando troviamo tweet che vorremmo aver scritto oppure vogliamo mostrare ai nostri follower, possiamo utilizzare la funzione retweet per ricondividere il messaggio di un’altra persona. Fate sempre RT e mai copia incolla dei tweet che vi sono piaciuti, non spiacciateli per vostri. Le bugie hanno le gambe corte e su Twitter non le hanno proprio.
  • Le liste. Bene, avete iniziato a twittare, avete un bel seguito e seguite tante persone. Ora però non sapete come non perdere i messaggi dei vostri utenti preferiti. Fate liste! Più persone seguiremo, meno certezza ci sarà di leggere tutti i tweet. Diciamo che mai leggeremo tutto di tutti, ma se abbiamo delle preferenze, possiamo focalizzare quegli utenti in una zona specifica. Possiamo creare liste private oppure pubbliche, e quindi che potranno essere seguite anche da altri. Se pubblicheremo contenuti di qualità, potremo ritrovarci inseriti in liste di altri utenti, che hanno fanno una ricerca per argomento e hanno trovato i nostri tweet.

Per concludere

Adesso avete una panoramica generale su cosa è e cosa si fa su Twitter. Abbiamo cercato di essere quanto più esaustivi possibili, senza sfociare nella noia. Il prossimo step sarà capire come utilizzare al meglio Twitter per il tuo brand, ma prima di tutto dovrai capire se è davvero quello che vuoi.
Twitter esiste ed è vero, ma non è detto che faccia per te. Come scoprirlo? Stay tuned sui nostri social oppure torna a leggerci!