app o non app, questo è il problema

Piuttosto movimentata la situazione nella sede della nostra Web Agency a Roma. Abbiamo messo a punto il restyling dello studio, documentato passo passo su Twitter (@IperdesignITA), ed abbiamo sfidato il clima siberiano. La neve avrà anche congelato le strade, ma non ha fermato il nostro lavoro. Anche con il termometro sceso sotto lo zero, abbiamo continuato a sviluppare le applicazioni per mobile che lanceremo presto nell'App Store e nel Market. Sembra insomma che il mercato del mobile si mantenga su temperature tropicali. Altro che gelo! Coincidenza: stamattina apro la mail e trovo l'Alertbox di Jakob Nielsen, il guru della comunicazione digitale. La sua newsletter è sempre una fonte d'ispirazione e questa volta, guarda caso, il guru ha deciso di parlare di app. Siamo di fronte ad un trend, non ci volevo certo io a dirlo; eppure, mi fa sempre effetto scoprire in che modo riusciamo a sintonizzarci tutti su uno stesso canale nello stesso momento. In questo momento il canale è senza dubbio quello delle app. Parto dall'articolo di Nielsen, che mette a confronto le applicazioni per mobile con il responsive design. Il responsive design è il web design che adatta automaticamente il layout di pagina alle dimensioni dello schermo su cui viene visualizzato il sito web. Il responsive design garantisce ai siti web la leggibilità su tutti i dispositivi e fornisce una soluzione pratica alle nuove esigenze poste dalla massiccia diffusione di smartphone e tablet. A proposito, qui trovate una bella selezione di temi WordPress Responsive Design a cui potete ispirarvi per il sito che volete realizzare. Tornando a Jakob Nielsen, il guru scrive che probabilmente in futuro alle aziende converrà più ottimizzare i siti per il mobile che sviluppare un'applicazione. La necessità di coprire sempre più piattaforme e sempre più dispositivi mobili potrebbe infatti complicare notevolmente le cose, senza contare che l'insofferenza di alcune aziende (Nielsen cita non a caso Playboy) verso il "grande occhio" dell'App Store, che tutto vede e tutto può censurare, potrebbe spingere le aziende a prediligere il Responsive Design alle app. In ogni caso, conclude Nielsen, questo cambiamento avverrà molto più lentamente di quanto si creda, perché per il momento conviene investire nelle app più di quanto convenga investire nel responsive design. In attesa di scoprire se il guru aveva ragione, cerco di spiegare perché in questo momento conviene farsi sviluppare un'app:

  • le app sono divertenti. Sì, proprio così, lo metto al primo posto perché io sono tra quelli che non riescono più a staccare gli occhi dal loro smartphone da quando esistono le app
  • le app possono essere viral e un'app ben fatta sarà scaricata da migliaia di persone che porteranno in giro per il mondo, sul loro cellulare, il tuo brand (guarda cosa è successo con questa app)
  • un'app darà ai tuoi clienti una funzionalità in più sul loro smartphone e i tuoi clienti te ne saranno grati per sempre.

Attenzione, tutto ciò che ho scritto funziona a patto che siano rispettate queste semplici regole:

  • l'applicazione non deve essere una semplice vetrina dei tuoi prodotti, ma deve contenere davvero delle funzionalità utili. Un'app - non esagererò a scriverlo - deve cambiare la vita a chi la scarica, altrimenti nel migliore dei casi la cancellerà, nel peggiore dei casi non la scaricherà nemmeno
  • per lo stesso motivo, l'app non deve solo replicare i contenuti del sito web, ma offrire qualcosa in più, creare un'esperienza unica e coinvolgente che vada a sommarsi a quella del sito, amplificando la potenza del tuo marchio
  • l'app deve essere bella, perché no. Bella, d'impatto, con il design adeguato. Altrimenti, non ne vale proprio la pena.

Insomma, app sì, ma di qualità!