Applicazioni per Android: le linee guida di Google (ma c’è già chi pensa ad un appstore alternativo)

Cosa cambia nello sviluppo di un'app per Android rispetto allo sviluppo per l'Apple Store? Il Market Android, si sa, è più libero e aperto dell'Apple store. Non esiste un vero e proprio processo di approvazione per le applicazioni, che vengono ammesse al Market a patto che non violino alcune norme di copyright o che non diano "fastidio" alle case produttrici di telefoni. Questo ha consentito al Market di crescere vertiginosamente e di riempirsi di applicazioni di ogni genere, non sempre di buona fattura.

Adesso però Google ha stabilito delle linee guida per rendere le app più omogenee ed uniformarle ad uno standard più alto di qualità grafica e di usabilità. Così, il 12 gennaio scorso, ha fatto il suo debutto il portale web Android Design. Nel nuovo sito, Google descrive come dovrebbe apparire un'applicazione sviluppata su piattaforma Android. Il sito entra nel dettaglio, specificando i font da utilizzare, i colori da prediligere e molto altro.

Vediamo però in linea più generale quali sono le linee guida indicate dal sito. Prima di tutto, Google ha racchiuso in tre passaggi la vision della grafica per Android:

  • incantami
  • semplificami la vita
  • stupiscimi

L'obiettivo è molto chiaro: facilitare l'interazione tra utente e smartphone grazie a comandi semplici, univoci, mai banali. Chi utilizza l'applicazione chiede infatti agli sviluppatori di rispondere a una serie ben precisa di bisogni:

  • sorprendimi
  • lasciami personalizzare l'app
  • conosci i miei gusti
  • falla breve, cioè non dilungarti in azioni e spiegazioni inutili
  • usa le immagini al posto delle parole
  • non mettermi davanti a troppe scelte, scegliere è faticoso!
  • salva sempre tutta la mia roba
  • non confondermi le idee con icone o funzionalità troppo simili tra loro
  • interrompimi solo se è urgente, non ho tempo da perdere!
  • non è stata colpa mia! dimmi in tono gentile dove ho sbagliato
  • lasciami credere di essere stato bravo. Se l'app che hai realizzato è semplice da usare, posso ottenere risultati sorprendenti con il minimo sforzo!
  • fammi trovare con facilità le funzionalità più importanti

Ma come farà Google a far rispettare queste norme senza dare loro un valore prescrittivo? In questa intervista a Matias Duarte, Direttore dell'User Experience per Android, il web-magazine TechCrunch parla di "bastone e carota"; Google, cioè, non obbligherà gli sviluppatori di app a rispettare il design standard, ma farà in modo che ciò accada grazie alla creazione di incentivi. Questi incentivi potrebbero essere l'immissione nella rete di tool e contenuti che facilitino la vita a chi sviluppa applicazioni, oppure la creazione di un sistema di condivisione e valutazione delle applicazioni, una specie di community di programmatori che assegnerà alle app un ranking. Matias Duarte - lo nota anche chi lo ha intervistato - si mantiene volontariamente sul vago. Non sembra comunque che Google abbia intenzione di rendere più restrittivi i termini d'uso della piattaforma Android.

Per qualcuno, però, questo non è sufficiente. Comincia a girare in rete la notizia dell'imminente nascita di un app store alternativo, in cui potranno trovare posto tutte le applicazioni che, per un motivo o per un altro, sono state rifiutate da Google. L'ideatore è un personaggio ben noto agli addetti ai lavori: si chiama Koushik Dutta e credo che sentiremo ancora parlare di lui.