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Quando è stato? Quattro anni fa? Ad agosto 2008 incontro un vecchio amico che non vive a Roma e gli chiedo se ha Facebook. Facebook che?, mi fa lui. Allora gli scrivo quel nome su una banconota, in modo che se lo ricordi. Di lui, però, nessuna notizia fino a quattro mesi dopo, quando mi invia una richiesta di amicizia. Accetto e vado a visitare il suo profilo; io sono tra i primi amici, quindi il profilo se l’è fatto da poco, non quando gliel’ho consigliato io.
Perché?
Avete notato che il fenomeno Facebook è esploso nel giro di due mesi? Io, tra novembre 2008 e gennaio 2009, ho ricevuto richieste da tutti i miei compagni di classe delle elementari, delle medie, del liceo, della scuola di nuoto, della scuola di musica, eccetera eccetera. Fino a pochi mesi prima, su Facebook c’ero solo io e non mi filava nessuno, come dimostra il fatto che nemmeno l’amico incontrato ad agosto mi avesse aggiunto fino a dicembre.
Le mie sono soltanto osservazioni, ma c’è chi da anni studia questi fenomeni e ha trasformato le intuizioni e le sensazioni in dati ed infografiche. Lo ha fatto ad esempio Vincenzo Cosenza. Il grafico qui sotto è suo (l’ho preso proprio dal suo sito):
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Quando l’ho visto, ho riscontrato un’incredibile coincidenza: io avevo Facebook dal gennaio 2008 (colonnine dell’istogramma bassissime); ho incontrato il mio amico ad agosto 2008 (colonnine ancora basse); l’invito del mio amico è arrivato il 12 dicembre 2008 (in pieno boom delle iscrizioni).
Secondo voi, è possibile ipotizzare che tutti i social network si espandano seguendo un andamento simile?
Ci sto pensando su da qualche giorno, cioè da quando ho cominciato a notare un aumento esponenziale degli hashtag e dei link a Pinterest su Twitter. L’avete notato anche voi? L’altro ieri, poi, apro La Repubblica e indovinate cosa trovo? Sì, puntuale e prevedibile, ecco l’articolo su Pinterest! Ultimo aneddoto e poi la smetto: anche Andrea, qui in Iperdesign, stamattina ha cominciato a ricevere una valanga di inviti Pinterest. Signore e signori, la moda Pinterest è esplosa.
Ma in cosa consiste, questo nuovo social network?
Pinterest è la fusione tra le due parole “pin” (puntare con uno spillo) e “interest” (interesse), e funziona come una bacheca degli interessi e dei gusti degli iscritti. Ogni utente può selezionare immagini o materiali dal web e “pinnarle” sulla propria bacheca oppure repinnare e commentare quelle degli altri. Tutti i contenuti vengono suddivisi in sottobacheche, come ad esempio “my style”, “art”, “ideas” e così via.
Ma perché dovremmo preferire Pinterest a Facebook o Google+? Intanto, perché è diverso, perciò più che preferirlo potremmo decidere di affiancarlo. Facebook (insieme al suo competitor Google+) assomiglia sempre più ad un’appendice della propria vita quotidiana, una sorta di Second Life in cui si incontrano amici e nemici veri o presunti. In fondo, il passaggio alla Timeline non fa che personalizzare ulteriormente il profilo Fb, che diventa il mio diario, il mio privato, una delle sfaccettature della mia vita. Esagerando un po’: Facebook sono io.
Pinterest mostra invece ciò che mi piace, ciò che desidero, ciò che sogno. Rispecchia i miei gusti, i miei canoni estetici, ma rispetta di più la mia privacy. E’ più aperto, mi fa seguire chi voglio (come succede con Twitter) ma tende a selezionare gli interessi. Non c’è voyeurismo, in Pinterest.
E poi diciamolo, il design di Pinterest è fantastico: flat, semplice, lineare, privo di orpelli. Ricorda un po’ l’interfaccia dell’app per iPhone e iPad Flipboard, che a noi di Iperdesign piace da impazzire.
Da stamattina, anche la nostra web agency è su Pinterest. Vediamo che succede.
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